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Discussione: Green Internet: progetto o realtà?

  1. #1
    L'avatar di Obi
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    Predefinito Green Internet: progetto o realtà?

    TRAMA:



    Un'immagine suggestiva, ma la realtà è altra cosa, bollette sempre care con prestazioni a dir poco insufficienti.
    Regioni italiane ancora poco sviluppate, pochi fondi e se pensiamo alle nostre ADSL coperte di filtri, dov'è il progresso?
    Tutti vogliono le ADSL super veloci e scaricare Gigabyte di file, quindi con PC sempre accesi e Internet 24 h su 24 quanta dispersione energitica?
    Ecco da noi prendere forma “Green Internet” che già in fase prematura ha trovato notevole sviluppo: sodalizio ambientale e fibre ottiche per tutti.
    Addentrandoci nel tecnico, un preludio al progetto è dire un sistema "stand-by" come interuttore in grado di attivarsi quando la rete non richiede trasmissione o ricezione di dati.






    SVILUPPO:






    Se ho detto qua da noi è perchè Luca Valcarenghi, ingegnere del CEIICP (Sant'Anna, Pisa), durante i sei mesi come “Fulbright Research Scholar” presso la Stanford University ha appena ottenuto riconoscimento a livello internazionale:
    1. architetture più efficienti;
    2. un minor consumo energetico;
    3. reti di accesso ottiche in fase di sviluppo.
    Le reti di accesso ottiche, note con il nome di Passive Optical Networks (PON), permettono velocità di trasmissione/ricezione dati fino al gigabit per secondo:
    • il contenuto di un DVD a dual-layer (17 GB) in poco più di 2 minuti.
    Tuttavia le reti di accesso sono attualmente responsabili di una significativa parte, più del 50 per cento, del consumo energetico delle reti di comunicazione.
    In particolare, i dispositivi lato utente (le cosiddette Optical Network Units - ONUs) sono attualmente tra i dispositivi presenti nelle reti di comunicazione che richiedono il maggior consumo energetico per unità di informazione trasmessa.
    Durante il periodo di “Fulbright Research Scholar” presso la Stanford University, Luca Valcarenghi ha posto le basi, insieme ai colleghi della Stanford University e della Fujitsu Laboratories Ltd., per sviluppare architetture e protocolli in grado di migliorare l'efficienza energetica delle PON.
    L'idea consiste nell'attivare uno “sleep-mode” (simile allo stand-by dei televisori) nelle ONU quando non richiedano ricezione né trasmissione di dati. Uno studio iniziale ha mostrato che la realizzazione dello “sleep-mode” permette di diminuire di oltre il 50% il consumo energetico delle attuali PON.
    Lo studio iniziale ha suscitato interesse sia nel mondo industriale sia in quello scientifico. Non a caso l'articolo “Sleep mode for Low Energy Consumption PONs: Advantages and Drawbacks” ha ricevuto il Best Paper Award al secondo “IEEE International Workshop on Green Communications” all'interno di Globecom 2009, conferenza internazionale che da più di 50 anni riunisce circa 2000 esperti nel campo delle comunicazioni.
    Gli autori della ricerca sono Luca Valcarenghi, del CEIICP della Scuola Superiore Sant'Anna; Shing-Wa Wong, She-Wa Yen, Divanilson R. Campelo, Prof. Leonid Kazovsky, Photonics and Networking Rsearch Laboratory (PNRL) della Stanford University; Shinjii Yamashita, del Network System Laboratories, Photonics Lab., Fujitsu Laboratories.

  2. #2
    L'avatar di Max121
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    Interessante! Condivisibile sicuramente!

    Mah in Italia?!




    Meglio non parlarne... Sarà già un successo riuscire ad avere una rete in fibra ottica normale nei prossimi 10 anni!

    Il resto è fantascienza

  3. #3
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    Idea italiana ma sviluppo USA!
    Come sempre la nostra penisola non investe sul futuro, laureati-magazzinieri e meritocrazia basata sull'età.

    Diciamo che come affrontato nell'articolo, sarebbe già un successo la banda larga per tutti, ma la pratica sconfina anche per la tutela dell'ambiente, cosa che io ammiro!

    Si si arriverà la banda larga, ma poi le prestazioni saranno come ADSL normali visto il grado tecnologico nostro, troppi ingorghi e via discorrendo.
    Vedremo i nostri coetanei europei solo col binoccolo!

    (Evviva Silvio & Company!)

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